Bordure adatte alle persone con disabilità e alle biciclette – Laboratorio sui cordoli

Test mit Rollstuhlfahrern an der Förrlibuckstrasse

Un ampio studio (2012/2013) esamina l’idoneità dei bordi per persone con diverse disabilità e ausili, nonché per i ciclisti.

Le bordure devono soddisfare sia i requisiti posti dalla legge sui disabili (LDis), sia quelli relativi al traffico ciclistico. Dal 1988, il requisito minimo per i bordi percepibili al tatto è un dislivello verticale di 3 cm. Per consentire alle persone in sedia a rotelle di superare più facilmente i cordoli bassi, dal 2003 sono ammessi in alternativa bordi inclinati con un’altezza di 4 cm e una larghezza di 13-16 cm (inclinazione del 25%). Finora, tuttavia, mancano valutazioni sull’idoneità pratica dei diversi tipi di cordoli per i ciclisti.

Su incarico dell’USTRA e dell’UFPD e in collaborazione con Metron e Pro Velo, il Centro ha condotto un test volto a valutare l’idoneità di sette diversi tipi di bordi e sei interruzioni, di seguito denominate «Zahnlücken». Il test è stato eseguito da tre gruppi di soggetti: 20 persone con disabilità visiva, 19 adulti e 11 scolari in bicicletta, 12 persone in sedia a rotelle. Inoltre, con un apparecchio di misurazione è stata registrata e valutata l’accelerazione durante il transito sui bordi.

 In concreto: per ogni situazione, occorre trovare il giusto compromesso

Tra i cordoli si riscontrano grandi differenze in termini di compatibilità con i diversi tipi di utenti.

  • Un bordo verticale di altezza 3 cm è considerato il migliore dalle persone con disabilità visive, ma per i ciclisti costituisce la variante peggiore.
  • Un bordo inclinato alto 6 cm e largo 30 cm è considerato il migliore dai ciclisti, il secondo peggiore dalle persone con disabilità visive e, contemporaneamente, è insormontabile per le persone in sedia a rotelle.
  • Le persone in sedia a rotelle hanno valutato come opzione migliore un bordo inclinato di 4 cm di altezza e 16 cm di larghezza, che è però difficilmente individuabile al tatto dalle persone con disabilità visive.

Anche per quanto riguarda la valutazione delle interruzioni puntuali nel bordo si riscontrano grandi differenze. Per le persone con disabilità visive che camminano seguendo la direzione della carreggiata, esse (generalmente) non rappresentano alcun problema. Se però il contatto con l’interruzione avviene in diagonale o perpendicolarmente, questa può risultare problematica anche se di dimensioni ridotte (30 cm).

È quindi necessario trovare il miglior compromesso per ogni situazione specifica. La valutazione dell’aspetto della sicurezza dei diversi gruppi di utenti è fondamentale. I risultati di questa indagine sono confluiti nella norma SN 640 075 «Spazio di circolazione senza ostacoli», dove viene definito in dettaglio quali bordi sono ammessi e adatti nelle diverse situazioni possibili.

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