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bulletin Nr. 75 / 2026 «des espaces de diversité»

bulletin Nr. 75 / 2026 «des espaces de diversité»

Chi è concretamente responsabile dell’accessibilità? L’architetto, il committente, le autorità o gli utenti stessi? La risposta è al tempo stesso semplice e complessa: la responsabilità è condivisa – tutti contribuiscono in parte.

 

La costruzione normalmente non inizia con la posa della prima pietra, ma con decisioni che spesso vengono prese molto tempo prima. Ed è proprio prendendo tali decisioni che si definisce se gli spazi saranno in seguito accessibili a tutti o meno.

In questo contesto, l’editoriale del Bulletin 75/2026 «Des espaces de diversité» (pagg. 2–6) illustra, sulla base di esempi concreti, perché accompagnare i processi in maniera coordinata e fin dalle fasi iniziali sia fondamentale per una progettazione realmente priva di ostacoli. Il Centro svizzero mira ad accompagnare tali processi nelle fasi in cui esiste ancora un reale margine di manovra, con l’obiettivo di integrare l’accessibilità fin dall’inizio, prima che piccole dimenticanze si trasformino in grandi ostacoli. In questo modo si creano soluzioni più sostenibili e inclusive.

Il Centro percepisce la crescente consapevolezza in materia di accessibilità anche dall’aumento della domanda di sostegno pratico, sia sotto forma di un numero crescente di iscrizioni ai corsi che di offerte formative su misura. Inoltre, con la scheda tecnica ST 081 «Negozi neuroinclusivi» (pag. 7) è stato pubblicato un primo risultato del settore di ricerca sulla neuroinclusione.

 

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